Processi troppo lunghi? Puoi chiedere il risarcimento.

E’ ormai questione risaputa che in Italia i processi durino troppo. La durata prolungata dei processi rappresenta già di per sé una negazione dei diritti del cittadino. Chi ha ragione vede il soddisfacimento del proprio interesse procrastinarsi sempre di più nel tempo; chi ha torto, invece, ha interesse ad allontanare quanto più è possibile il momento in cui l’Autorità giudiziaria provvederà all’emanazione della sentenza. Tutto questo circuito vizioso determina una sfiducia nel sistema giustizia e, diciamolo, anche nei confronti della magistratura e di tutti gli operatori del diritto da parte del cittadino che vede leso un proprio diritto/interesse.

La legge del 2001 denominata Legge Pinto prevede una procedura volta a richiedere un’equa riparazione a chi abbia subito un danno patrimoniale o non patrimoniale a causa dell’eccessiva durata di un processo, ossia per il mancato rispetto del termine ragionevole di cui all’art. 6, paragrafo 1 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali ratificata con Legge n. 848 del 4/8/55.

Ma quando il processo supera il termine ragionevole?

Si considera rispettato il termine ragionevole  se il processo non eccede la durata di:

  • tre anni in primo grado,
  • due anni in secondo grado,
  • un anno nel giudizio di legittimità (Cassazione).

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